Qualche giorno fa ero in riva al lago, sdraiata a guardare il cielo e le fronde degli alberi come quando ero bambina.
Era il giorno #1 del mio Ciclo Mestruale: ciclo nuovo, mese solare nuovo, mese lunare nuovo. Un momento in cui l’inter-connessione ciclica si è fatta più evidente del solito… ma sto divagando.
Ero sdraiata, dicevo, come il corpo mi chiede di fare ogni volta che sono stanca e ogni volta che inizia un nuovo ciclo mestruale.

Come raccontavo qualche tempo fa, di solito è quando sono sdraiata che mi arrivano le intuizioni e le idee migliori. Così mi sono ritrovata a riflettere su un tema strettamente connesso con il ciclo lunare che è appena iniziato, con la Luna Nuova nel segno del Cancro e con la madre clan Ama Ogni Cosa: l’amore di sé.

Avevo parlato qualche ora prima con una cara amica dell’importanza di
dare voce ai propri bisogni nelle relazioni.

Per te questa potrebbe essere cosa scontata, ma ti assicuro che non lo è per tutt*.
Io, per esempio, sono stata cresciuta come people-pleaser, mi hanno insegnato a compiacere gli altri, a pensare agli altri ancor prima di pensare a me e alle mie necessità; so che mi hanno educata così con le migliori intenzioni: alla fine è il modo apparentemente più semplice per non creare conflitti e per essere accettat*.
Ho passato gran parte della vita a cercare di essere per gli altri ciò che credevo si aspettassero da me.
Comportarmi così mi ha ha fatta sentire soddisfatta? Assolutamente no, ma non sapevo come fare diversamente.

Poi, con il passare del tempo e delle esperienze, ho iniziato a capire che un altro modo c’è e che la comunicazione aperta e onesta, per quanto talvolta molto difficile, è fondamentale perché le relazioni siano sane (e durature). Ed ho anche capito che il mio non comunicare apertamente e il mio non dare voce ai miei bisogni erano (e a volte ancora sono) la mia maniera di provare a prevenire l’abbandono e il rifiuto (perché, inconsciamente, credevo – e la bambina ferita che è in me ancora a volte crede – che essendo pienamente me stessa non sarei stata abbastanza e nessuno avrebbe potuto amarmi).

Ma, a pensarci bene, che senso ha portare avanti una relazione nella quale l’altra persona non sa realmente chi siamo perché abbiamo troppa paura di mostrarglielo
(e forse di mostrarlo anche a noi stess*)?

Di quanta ricchezza e felicità ci priviamo se non ci concediamo di essere pienamente noi stess*?
È impossibile essere felici quando ci nascondiamo e mascheriamo, perché la pienezza può essere sperimentata solo quando siamo coraggiosamente vulnerabili.

Così, come ha davvero poco senso cercare di essere felici in una relazione nella quale non siamo noi stess* al 100%, altrettanto poco senso ha cercare di vivere una vita felice, piena e soddisfacente se, per paura che la società ci rifiuti, ci additi come stran* e ci escluda, conduciamo una vita sottotono, in bianco e nero, e ci poniamo limitazioni e regole strette su ciò/chi possiamo essere.

L’unica regola per una vita piena è:
sii pienamente te stess*.

Per poterlo fare hai bisogno di crederci, in te stess*, e di amarti.

Se ti sembra impossibile, in questo mese lunare (e ogni volta che ne avrai bisogno) chiedi aiuto ad Ama Ogni Cosa.

E come sempre, quando tutto il resto fallisce, ricorda che puoi sempre affidarti alla Natura Selvaggia per ritrovarti.

 

P.S.: domenica 28 luglio ci sarà il primo ritiro selvatico dal titolo “Nei territori della Donna Selvaggia” – vieni a inselvatichirti insieme a noi? Tutti i dettagli qui.