Il sentiero di Diana

sui passi della Donna Selvaggia

La comprensione della natura della Donna Selvaggia non è una religione bensì una pratica.
Senza di lei, le donne sono senza orecchie per intendere il parlare dell’anima
o per registrare la cadenza dei loro intimi ritmi. Senza di lei,
gli occhi interiori delle donne sono chiusi da una mano indistinta,
e gran parte dei loro giorni trascorre in una noia semiparalizzante, oppure in chimere.
Senza di lei, le donne perdono la sicurezza del loro cammino coraggioso.
Senza di lei, dimenticano perché sono qui, trattengono quando farebbero meglio a lasciar andare.
Senza di lei prendono troppo o troppo poco o niente del tutto.
Senza di lei restano in silenzio quando stanno ardendo.
È lei il loro regolatore e il loro cuore ricco di sentimento
”,

Clarissa Pinkola Estés

(in presenza)

I Nemoralia, le idi di Diana

nella fase calante dell’Estate, nel tempo delle Feriae Augustae

Diana:
dea della Natura Selvaggia, dei boschi, degli animali selvatici e cacciatrice;
dea della luce, della fecondità e della maternità,
e così protettrice di donne e partorienti;
solo più tardi dea della Luna e dell’Oltretomba.

Una delle facce dell’antica divinità mediterranea, Diana è dea vergine, cioè non legata a o dipendente da un uomo.
È la Grande Madre, primigenia e primitiva,
il cui culto vedeva un centro fondamentale nei boschi e sul lago di Nemi (RM).

Una delle dee più longeve, ha preso le vesti di dea/regina delle streghe in epoca medievale
(in questo accomunata a Maria Maddalena).

È soprattutto con la faccia della dea onorata nell’Italia centrale
e chiamata Diana Nemorensis (o Diana dei Boschi)
che ci connetteremo nel viaggio spirituale che compiremo insieme.

“Diana Nemorense, umana e vegetale a un tempo,
femmina divina ed albero sacro,
essenza umana intrisa di tutti gli odori e i sapori della vita arborea,
essenza arborea di sensi e di moti umani”,

Momolina Marconi

Diana ci porta nel mondo del nemus, del bosco,
ci conduce all’esplorazione della Selvatichezza fuori
e così della Selvatichezza dentro, la nostra Selvatichezza,
quella che ci appartiene in quanto animali umani,
in quanto esseri terrestri e per questo naturali.

Siamo esseri selvatici
e anche chi di noi lo avesse dimenticato ha d
entro di sé un luogo selvatico e selvaggio
che, se contattato, ci ricorda la nostra natura, il nostro essere uno con la Terra e con il Cosmo.

Una memoria, questa, da recuperare e incarnare, perché per rigenerare la Terra
c’è prima di tutto bisogno che rigeneriamo noi stesse, inselvatichendoci, rinaturalizzandoci.

La rigenerazione della Terra è fenomeno radicale perché, che lo vogliamo o no, siamo animali e siamo della Terra:
cioè da Lei veniamo e a Lei torneremo, è Lei che ci fornisce il sostentamento di cui abbiamo bisogno ed è Lei la nostra casa
– l’unica che abbiamo a disposizione e l’unica di cui necessitiamo.

Siamo Terra, siamo Natura:
siamo fatte della stessa sostanza di cui sono fatti tutti gli altri Esseri dell’Universo
e tutti gli atomi e tutte le molecole del nostro corpo sono stati riciclati
fin dall’inizio della Vita da un Essere all’altro fino ad arrivare, ora, a noi
.

“What if the process of rewilding the Earth began with rewilding our souls?
If we truly grasp the interconnectedness between all living things,
doesn’t it follow that every change within us will be reflected in the whole?
If we reroot ourselves in the rhythms, wisdom and patterns that created this planet
and our own flesh and feelings, what might be possible for the Earth and all her inhabitants?
What if healing the world really does start from within?”,

Clarissa Pinkola Estés

Cosa significa rewilding?

Significa inselvatichimento, rinaturalizzazione,
cioè tornare a uno stato più naturale/selvaggio/selvatico,
invertire il processo di addomesticazione, frenare l’eccessiva civilizzazione.

E quindi tornare in connessione con la Natura Selvaggia e con il Sé Selvaggio e Selvatico.

Lontano da ogni connotazione negativa delle parole inselvatichire e selvaggio,
inselvatichirci significa tornare a una modalità di vita che, in quanto animali umani, ci appartiene naturalmente.

Per tramite di Diana,
ci relazioneremo con la Natura Selvaggia
e contatteremo la Donna Selvaggia

che, come scrive Clarissa Pinkola Estés, appartiene a ognuna di noi.

“Riunirsi alla Donna Selvaggia significa fissare il territorio, trovare il proprio branco,
stare con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo indipendentemente dai suoi doni e dai suoi limiti,
parlare e agire per proprio conto, in prima persona, essere consapevoli, vigili,
rifarsi ai poteri femminili innati dell’intuito e della percezione, riprendere i propri cicli,
scoprire a che cosa si appartiene, levarsi con dignità, conservare tutta la consapevolezza possibile”.

yoga

Durante il fine settimana del 19-21 agosto (pochi giorni dopo le idi di Diana)
ci incontreremo nello spazio sacro del nemus per ri-connetterci
con noi stesse e la nostra Selvatichezza,
con la Selvatichezza che esiste fuori (e che è una con quella che esiste dentro),
con l’archetipo della Donna Selvaggia,
con Diana, espressione della Grande Madre terrena e lunare.

Insieme, percorreremo le orme dello Spirito Selvatico che tutto informa
per ridare alla luce noi stesse
come le Donne Selvagge che siamo sempre state destinate a essere.

nemi

COSA FAREMO INSIEME

Conosceremo Diana e la Donna Selvaggia
Celebreremo cerimonialmente la Dea nel tempo della sua festa
Riscopriremo la nostra selvatichezza attraverso il movimento e moltissime pratiche di rewilding
Esploreremo la connessione con la terra che ci ospiterà, tra erbe e boschi
Conosceremo il cielo notturno estivo e le storie che racconta
Ci faremo canali tra Terra e Luna
Ci conosceremo attraverso la divinazione
Accoglieremo il dono della lentezza e del riposo
Condivideremo nello spazio sacro della Sorellanza, in Cerchio
E oltre!

QUANDO e DOVE

Da venerdì 19 agosto, h.18, a domenica 21 agosto, h.16
(arrivo previsto entro le h.17.45)

All’interno della Riserva Naturale di Pietraporciana, a cavallo tra la Val d’Orcia e la Valdichiana (in provincia di Siena), in una terra abbracciata dalle due montagne madri del territorio (il Monte Cetona e il Monte Amiata), ecco il Podere Pietraporciana – un tempo abitato dai mezzadri che gestivano l’appezzamento di terra circostante, oggi Centro Visite della Riserva.
È proprio negli spazi interni ed esterni del podere, oltre che nell’incantevole faggeta che lo circonda, che praticheremo, celebreremo e condivideremo durante questo fine settimana dedicato alla dea Diana.

Per raggiungere la Riserva, ci sono due strade, da Chianciano (SI) o da Sarteano (SI), entrambe con un percorso su strada bianca, in mezzo a una campagna di grande impatto paesaggistico.

Per maggiori informazioni sulla Riserva e il Podere: www.pietraporciana.com

CONTRIBUTO

222€*

* Se ti iscrivi insieme a un’amica, il contributo è di 172€/testa.

* In caso di necessità economiche, puoi richiedere di iscriverti a un prezzo ulteriormente ridotto: 132€.
Ci sono solo 2 posti disponibili a questo prezzo – in presenza di maggiori richieste, sarà data precedenza a chi già segue i percorsi di WMS.

Cosa è incluso:
– tutte le attività
– tutti i materiali (fatta eccezione per quelli personali che porterai da casa e che ti verranno comunicati una volta effettuata l’iscrizione)
– il mio supporto prima, durante e dopo l’evento

Cosa non è incluso:
– vitto e alloggio al Centro Visite di Pietraporciana (da pagare in loco)
– trasporto per/dalla location (laddove possibile, sarà organizzato un car sharing tra le partecipanti)

Restano 8 posti.

Iscrizioni entro il 14/08, o fino a esaurimento posti.

L’evento sarà confermato solo al raggiungimento del numero di partecipanti che lo renda sostenibile.

Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia.
Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento.
Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio.
Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti.
Ma l’ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dentro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti.
Ovunque e sempre, l’ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe
”,

Clarissa Pinkola Estés

LA TUA GUIDA

Mi chiamo Eleonora e sogno un mondo nel quale la Spiritualità sia normalità nella vita di tutti e nel quale il Femminile Divino e Selvaggio abbia lo spazio che gli spetta.
Sogno una vita rinaturalizzata, ri-connessa, allineata con i Cicli e i Ritmi Naturali – una vita lenta e semplice, vissuta con presenza.

Il mio cammino è iniziato quando ero molto piccola e mi ha portato a conoscere, esplorare e sperimentare molte cose – dalla connessione con la Terra alla guarigione energetica, dalla magia allo yoga, dal funzionamento del corpo della donna al Divino Femminile, e ancora oltre.

Oggi vivo la mia vita al servizio della Dea per la co-creazione della Nuova Antica Terra.
Lo faccio sostenendo le donne nel ri-connettersi con se stesse, la Terra, il Cosmo e il Divino Femminile. Nella pratica, accompagno le donne in Percorsi Individuali, facilito Cerchi di Donne, insegno Yoga Ciclico, Vita Ciclica, Mestrualità e Rewilding, e creo spazi di comunione con la Dea.

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Scrivimi un’email a info@eleonoracosner.com o tramite il modulo sottostante, inserendo come oggetto “Il sentiero di Diana 19-21.08.22” e inserendo le informazioni che ti interessa avere.

Ti risponderò in tempi brevi inviandoti anche le info su come riservare il tuo posto.

(N.B.: il tuo posto sarà riservato solo dopo che avrai effettuato il pagamento)

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le informazioni e le pratiche che condividerò con te in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento.
Le pratiche proposte non possono sostituirsi a un trattamento prescritto né al rapporto medico/altro professionista della salute-paziente.
Consulta sempre il medico/altro professionista della salute laddove è necessario.